clima di festa

Piacevole Rovereto animata dai suoi mercatini natalizi. Si esce di casa volentieri per passeggiare, incontrare amici, vedere le diverse attrazioni proposte.

Un condominio in ostaggio e la viabilità del centro storico parzialmente interdetta, creano un certo malessere.

In precedenza e con ben maggiori disagi si era persino bloccata la viabilità provinciale verso la Valle di Terragnolo, collocando le iniziative e sbarrando il Corso Rosmini.

Al clima di festa non può mancare la complessiva considerazione su come viene utilizzata Rovereto, magari confrontandola con Trento.

Anche Piazza Fiera, in questi giorni, si è rivitalizzata con il suo colorato mercatino natalizio. La programmazione di Trento ha fatto si che questo cuore cittadino fosse riservato alle manifestazioni. I mercatini oggi, ma durante tutto l’anno le tante manifestazioni, a Trento non bloccano condomini e tantomeno passaggi di veicoli.

Un’amministrazione lungimirante è dunque riuscita ad evitare edificazioni, su una Piazza che ora e per sempre è a disposizione dei cittadini e dei tanti visitatori.

A Rovereto è successo il contrario. Il cuore di Rovereto, la stazione autocorriere di proprietà pubblica, è stata venduta alla speculazione edilizia privata. Vediamo in questi giorni i pilastri d’angolo che fanno immaginare il futuro dell’incrocio con Via Paoli che diventerà un budello, stretto tra i tre palazzi esistenti e il nuovo in costruzione. Rovereto dovrà pertanto rinunciare per sempre a un luogo, che esteso a largo Posta e a via Don Rossaro, poteva diventare come Piazza Fiera, il luogo per incontri culturali, sociali, commerciali, turistici, sportivi e quant’altro, senza infastidire nessuno.

Triste il destino di quella zona e il perché non si comprende.  C’era la necessità di un nuovo supermercato? Non sembra proprio visto che a pochi metri ce n’è uno dove la crisi fa già prospettare una probabile riduzione d’organico. C’era la necessità di nuovi uffici? Di nuove residenze? Una rapida visita in qualunque agenzia non potrà dimostrare che l’offerta disponibile a Rovereto è enorme.

C’era la necessità di allontanare il servizio di trasporto pubblico? Eventualmente andava fatto dopo aver realizzato un’alternativa.  Il termine “stazione diffusa” è l’ennesimo imbroglio mediatico per nascondere la realtà. Ragazzini studenti giungono ogni giorno dalle periferie e sono costretti a scendere in zone distanti e non protette. Questa è una nuova emergenza e preoccupazione delle amministrazioni circostanti della Vallagarina.

C’era la necessità di realizzare un nuovo parcheggio interrato senza costi. Bastava copiare da realtà vicinissime dove iniziative private lo hanno fatto anche sistemando gratuitamente l’area di superficie.

Perché allora? Non è dato sapere quali siano i meccanismi mentali di chi ci amministra e lo scopo per cui agisce. Certo non si può pensare che male! Diceva il compianto Presidente Sandro Pertini: “ Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato via, anche con mazze e pietre”.

Sono contrario a mazze e pietre ma tra pochi mesi si va a votare!

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