VocediRovereto

Martedì la VocediRovereto pubblica lintervista a Giada, una ragazza di 23 anni, studentessa universitaria, che da oltre un anno si prostituisce per scelta e senza vergogna ha voluto raccontare la sua storia.

Oggi pubblichiamo la risposta di una lettrice:

La soglia del pudore si è abbassata e il confine tra ciò che è lecito e quello che non lo è sembra sostanzialmente eclissato. La prostituzione delle studentesse universitarie è un fenomeno in crescita e tristemente conosciuto. Cè chi si prostituisce per pagarsi la retta universitaria senza troppi sforzi, chi perché trova difficoltà nel trovare un lavoro e/o chi semplicemente lo fa per il gusto della trasgressione.

Il racconto di questa “Giada” sembra una confessione pubblica, una sorta di riscatto personale che solleva la coscienza con il solo atto di depositare la verità nel serbatoio di una “intelligenza collettiva”, quasi a giustificarsi, ora che l’ha detto a tutti, non di una scelta ma di una strada senza via di uscita.

La scelta prevede sempre due strade: una innegabilmente più difficoltosa e irta di ostacoli e una più semplice, sbrigativa, superficiale e d’immediato risultato.

Sono state fatte molte indagini a tal riguardo e il risultato ha evidenziato che la prostituzione non ha nulla a che vedere con ragioni legate a situazione d’indigenza e necessità economiche ma con la semplice volontà di guadagnare facilmente molti soldi. La prostituzione in ambito universitario è diventata un’evidente realtà che lascia davvero l’amore in bocca. Un fenomeno, questo, dove viene intaccato il senso del pudore, il senso comune quale spazio che “dà il senso della realtà proprio in quanto corrisponde all’esistenza di un contesto comune, relazionale”, ma anche la morale sia nel suo aspetto personale sia sociale.

Un segno che denuncia un’evidente superficialità fatta di pochezza e mancanza di valori, qualità e capacità personali e un presappochismo che annaspa ragioni inconsistenti e senza fondamento.

Le comode confessioni di questo tipo sono solo un cattivo esempio di come sia facile raggiungere obiettivi veloci e redditizi e che hanno poco da essere pubblicizzate.

Il sacrificio, quello vero, ha radici profonde e passaggi lunghi a volte anche dolorosi. Non tralascia, non supera, non cerca strategie. Affronta lo sforzo, l’impegno, con passione, equilibrio, determinatezza e sentimento.

La grandezza di ciò che siamo si misura dalla capacità di essere persona ma quando si comincia a fare compromessi con le proprie idee si è candidati alla mediocrità.

C’è sempre un’alternativa: meglio dunque alzarsi alle 5 del mattino per raccattare con le mani la sporcizia per le strade, o mettersi negli angoli bui per pulire le scarpe dei passanti ma lasciare, umilmente, intatta la propria dignità di persona e di donna. 

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