volontà dei due Sindaci di Trento e Rovereto

“Far e desfar l’è tut en laorar”, dice un noto detto trentino, a sottolineare le molteplici sfaccettature dell’agire dell’uomo. Con aspetti e risultati, evidentemente, talvolta positivi  e talvolta negativi.

Al riguardo dell’annunciata volontà dei due Sindaci di Trento e Rovereto, di scorporare dal loro Gruppo Dolomiti Energia le gestioni relative al ciclo dell’acqua e dei rifiuti solidi urbani (in sigla RSU), al fine di affidarle in futuro ad una nuova società totalmente pubblica, il detto trentino ci sta, come si suole dire, a pennello.

Questa nuova società dovrà rispondere alle esigenze della nascente “Città dell’Adige“, garantendo quelle virtuose economie di scala e quella grande qualità finora sconosciute. Orbene, ma il Gruppo Dolomiti Energia cosa rappresenta per le due maggiori città del  Trentino e per gran parte della nostra Provincia ? Nel 1998 gli allora Sindaci Lorenzo Dellai e Bruno Ballardini, supportati dagli amministratori della ASM di Rovereto e della SIT di Trento, cosa immaginavano di fare sottoscrivendo uno storico accordo con cui costituivano la Trentino Servizi ? Da quale visione era animato tale loro ambizioso progetto? La risposta è molto semplice, ed ha in sé gli stessi contenuti che oggi illustrano legittimamente i due attuali Sindaci Andreatta e Miorandi. Certamente dal 1998 quella iniziale creatura è molto cresciuta, grazie all’intelligenza ed alla determinazione anche dei successivi Sindaci Pacher e Valduga e del Presidente della PAT Dellai. Oggi a Trentino Servizi si è sostituito il Gruppo Dolomiti Energia, che rappresenta una realtà d’impresa pubblica, perché tale è per più del 70% del proprio capitale sociale, tra le prime in Regione e tra le maggiori nel settore delle multiutilities in Italia.

Annualmente il Gruppo è premiato anche per la qualità offerta nella gestione dei servizi, e questo da parte delle varie Autorità nazionali preposte, come ad esempio l’Autority  all’Energia. Oggi il Gruppo Dolomiti Energia collaborare con più di duecento Comuni  trentini, ha più di milletrecento dipendenti, fattura più di un miliardo di Euro, controlla tutte le preziose centrali idroelettriche presenti in Trentino con cui si producono più di quattro miliardi di Kwh di energia pulita, distribuisce metano in quasi tutto il Trentino e non solo, vanta importanti partnership con aziende pubbliche e private nazionali ed estere, è fortemente presente nel settore della “green economy“ anche con il teleriscaldamento e la produzione di energia solare, assicura annualmente importanti  risorse alle nostre comunità con bilanci sempre di grande rilievo, motiva e fa crescere professionalità di altissimo livello, è committente vitale per molte piccole e medie aziende del nostro territorio.

Solo poche affermazioni per dire ai due Sindaci di meditare molto prima di indebolire il proprio Gruppo industriale di riferimento. Desidero sottolineare, inoltre, che le gestioni di servizi quali il ciclo dell’acqua e dei RSU richiedono soggetti con le “spalle molto larghe“, per i significativi investimenti di cui necessitano costantemente e per i minimi margini finanziari che danno. I Comuni, attuando di fatto una “ri -municipalizzazione“, sono certi di avere in futuro le risorse finanziarie indispensabili per garantire la stessa qualità, o non rischiano di abbassarla o di dover ricorrere al consueto estremo aiuto dei cittadini con l’innalzamento delle tariffe ? Basti pensare, ad esempio, alla realizzazione in essere, da parte di Dolomiti Energia, dello strategico acquedotto di fondovalle, che tra pochi anni, da Lavis a Mori, metterà in sicurezza idrica all’incirca 180 mila persone: potrà essere ultimato?

Alcune brevi domande. La Provincia Autonoma di Trento, che in FinDolomiti Energia, la holding che di fatto controlla il Gruppo Dolomiti Energia, ha una quota pari a quella dei due Comuni, ovvero del 33,3%, non ha nulla da eccepire nel vedersi depauperata la propria partecipata più ricca patrimonialmente e più virtuosa finanziariamente ? Inoltre, i 400 dipendenti di Dolomiti Energia che, si dice e si legge, dovrebbero passare alla nuova società pubblica dei due Comuni, sono sereni e felici di abbandonare un Gruppo solido e florido quale Dolomiti Energia oggettivamente è, per passare ad un nuovo datore di lavoro certamente tutto da costruire e, pertanto, ad oggi meno affidabile ? Noi cittadini, infine, pur richiedendo doverosamente a Dolomiti Energia sempre maggior qualità, abbiamo chiare le idee su quali soluzioni vengono prospettate per la gestione di due servizi essenziali per il nostro benessere e con cui quotidianamente ci confrontiamo?

promuovere salute e 3 omega 3

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *