gestione dell’acqua

La suadente lettera di Paolo Farinati (pubblicata su LaVocediRovereto il giorno 04/11 – Spazio ai lettori #22) sembra porre una questione ovvia: il contenimento degli sprechi d’acqua, infatti, è pratica irrinunciabile in un mondo consapevole dei propri limiti e delle proprie necessità.

La soluzione proposta, invece, mi sembra di parte e porta in campo prospettive che al sottoscritto ricordano tanto la poco edificante vicenda di ASM servizi risalente al blitz perpetrato da Trento nei confronti della città della quercia che ha visto sparire di botto la fiorente municipalizzata roveretana ( ed il suo consistente patrimonio ) a favore di una realtà amministrata e manovrata dal capoluogo trentino la quale, sopra ogni altra considerazione, ha clamorosamente fallito l’obiettivo di restituire un ristoro economico all’utenza vedendo crescere sempre, a volte anche a dismisura, i costi di gestione e i gravami a carico dei cittadini.

E’ bene che la gestione dell’acqua roveretana rimanga a Rovereto e se Trento ha problemi e necessità sue proprie provveda alle opere necessarie per dotare i suoi abitanti di una quantità d’acqua sufficiente per il presente e per gli anni a venire.

Il Trentino non è, fortunatamente, terra povera di risorse idriche, occorre captarle, convogliarle e gestirle nel miglior modo possibile. Certo è più semplice reperirle là dove il lavoro è già stato fatto ma, forse, è più ragionevole che Rovereto, almeno in questo frangente, pensi a se ed al proprio futuro perché il consumo d’acqua, pur razionalizzato, è destinato a crescere non a diminuire con buona pace di Trento, delle sue necessità e della propria tendenza ad incamerare realtà altrui.

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